Influenza suina, Eldorado delle Big Pharma
Mai nella storia c'è stato un simile tentativo di vaccinare così tante persone in un così breve periodo di tempo: ben 25 società farmaceutiche hanno annunciato di voler produrre il vaccino, per un totale stimato di piu 1 miliardo di dosi. Basti pensare che solo l'Italia, a quanto pare, ordinerà tra i 20 e i 30 milioni di vaccini mentre altri paesi piu piccoli come la Finlandia hanno deciso di vaccinare piu del 90% della popolazione.
Ma come si spiega tutto questo allarmismo? Ecco qui un virus blando, pericoloso sulla carta ma di fatto attutito. "L'evoluzione del virus A/H1N1 ci conferma che la pandemia non è grave" rassicura il viceministro alla salute Ferruccio Fazio, che intanto ordina decine di milioni di vaccini sull'onda dei servizi giornalistici che gridano al contagio mondiale. Ma l'attenzione dei media era iniziata mesi fa, con la prima impennata delle vendite degli antivirali. Molti si chiedevano perchè l'Oms raccomandasse solo il Tamiflu senza concedere la produzione alle versioni generiche, consentite in situazioni di emergenza. Per capire tutto questo, è necessario un breve riepilogo della storia dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Parte integrante del sistema delle Nazioni Unite, l'Oms è un colosso che muove ogni due anni oltre 5 miliardi di dollari. Le entrate sfiorano 5 miliardi e mezzo, le uscite superano i quattro. Un'analisi economica di Richard Wagner e Robert Tollison riscontrò che l'Oms spendeva in meeting e per il suo executive board tanto quanto investiva in vaccinazioni, tubercolosi e malattie diarroiche insieme. Oggi, più del 40 per cento del budget Oms confluisce nelle spese per il personale. Chi paga? Dopo che gli USA nel 1985, seguiti dagli altri paesi, decisero di sospendere i propri contributi a favore dell'organizzazione (perché la strategia dell'Oms sui farmaci riduceva troppo la lista di quelli considerati essenziali e andava contro l'interesse delle Big Pharma), l'Oms si è aperta ai finanziamenti privati. Oggi oltre l'80% dei finanziamenti deriva da contributi volontari privati, e naturalmente i benefattori di turno sono soprattutto le aziande farmaceutiche.
Sotto l'influenza delle Big Pharma, la credibilità dell'Oms comincia a sgretolasi. Tutti ricordano la vergogna dell'affare aviaria quando l'Indonesia ha sbattuto le porte in faccia all'Oms, accusandola di aver ceduto alla farmaceutica australiana Csl i frammenti del virus influenzale, grazie ai quali l'industria avrebbe prodotto e brevettato un vaccino contro la temuta influenza. Oltre al danno la beffa: la farmaceutica in questione avrebbe proposto al governo indonesiano di pagare per avere il vaccino. Lo stesso è successo in Vietnam, Cina ed Hong Kong. Fino allo scandalo dei consulenti Oms, pagati dalla farmaceutica AstraZeneca, che risiedevano nel comitato che decise le linee guida dell'ipertensione, i cui valori di rischio furono opportunamente abbassati per favorire il mercato dei farmaci. Anche le milioni di dosi di antivirali impilate nelle riserve dei paesi ricchi e l'impennata di richieste di brevetti per proteggere i virus dell' aviaria non possono che apparire sospetti. Diverse analisi prevedono che, entro il 2012, le entrate per i prodotti contro i virus influenzali si aggireranno attorno ai 14 miliardi di dollari.
Oggi siamo al capitolo febbre suina, una "pandemia" blanda e non piu grave della normale influenza, che l'Oms ha deciso di classificare con il massimo livello di pericolosità, livello 6 su 6. E' normale che la gente si spaventi no? Ed è altrettanto normale che le persone e gli Stati facciano scorte di antivirali e di vaccini. Ma chi sono di preciso queste Big Pharma? Di tutte le 25 società che produrranno il nuovo vaccino, solo 5 di queste produrranno circa l'80% dell'intera fornitura, che si stima in non meno di 1 miliardo di dosi totali. Queste sono: Sanofi-Pasteur (Francia), AstraZeneca e GSK-GlaxoSmithKline (UK), Baxter (USA), e il potente gruppo svizzero Novartis. Il mio consiglio è: anziche comprare un vaccino o un antivirale, comprate un pacchetto azionario di una di queste società, qualcosa mi dice che i loro affari nel prossimo futuro saranno molto promettenti.Etichette: Marketing







